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“Sounds like Politics” di Silvia Poeta Paccati (2024)
“Sounds like Politics” è un cortometraggio che affronta il tema della percezione della violenza e del potere attraverso due storie parallele, diverse per contesto ma unite da un filo rosso comune: il corpo, la difesa e il peso politico dei gesti. La testimonianza di un’ex campionessa di Taekwondo, costretta a convivere con l’idea del proprio corpo come “arma bianca” si intreccia con quella di due amici, chiusi nelle loro stanze in due luoghi differenti in Europa, impegnati in un gioco online.
Quello che viene fuori dalle parole della ragazza è un continuo contrasto tra disciplina sportiva e giudizio sociale, quello che si sente di essere e proiezioni esterne. Nel corto l’essere forte ma donna emerge come un atto di resistenza silenziosa: la forza non è durezza, ma lucidità e coerenza. È una potenza che non imita il potere, lo sfida restando fedele a sé stessa. La narrazione si apre con un episodio dell’infanzia che chiarisce subito il tema dell’identità e della percezione: da bambina, dopo aver picchiato un ragazzino, si premura di verificare che stia bene. Solo in seguito scopre che lui, per vergogna o per convenzione, aveva raccontato di essere stato picchiato da un maschio, rivelando quanto presto gli stereotipi di genere influenzino il modo di leggere la forza e la violenza.
Il videogioco, invece, diventa un campo neutro in cui discutere di vita e di morte, di difesa e attacco, mostrando quanto queste categorie cambino a seconda del punto di vista e delle informazioni a disposizione dello spettatore.
Il film è breve ma denso: con poche immagini essenziali riesce a porre molte domande, senza mai offrire risposte facili. Piuttosto, accompagna lo spettatore in un percorso di riflessione, invitandolo a interrogarsi su ciò che vede e su ciò che resta fuori campo.
La regista, Silvia Poeta Paccati (1982), è nata a Bergamo ha frequentato il DAMS cinema di Torino e il corso di montaggio biennale della Scuola Civica di Cinema di Milano. Tra le sue opere ricordiamo San Martino, Sara perde e molte altre ancora. Prodotto da Silvia Poeta Paccati e Pietro De Tilla per Enece Film.
Autrice: Rebecca Savoia
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Questo film fa parte del programma Short Film Day 2025.
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