Il Centro Nazionale del Cortometraggio rinnova anche quest’anno il proprio impegno nella promozione del cinema breve italiano attraverso la selezione di dieci opere destinate alla rete delle Ambasciate, dei Consolati e degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, nell’ambito del progetto realizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Novità di quest’anno è la collaborazione con le riviste Uncle Yanco e Strade Perdute, grazie a cui la rassegna si arricchisce di un percorso critico dedicato ai cortometraggi selezionati. Un’occasione per esplorare opere capaci di raccontare la vitalità del cortometraggio contemporaneo italiano, tra racconto dei territori, sperimentazione formale, ricerca visiva e nuove prospettive sul presente.
#FILM
“Le prime volte” di Giulia Cosentino e Perla Sardella (2025)
Le prime volte di Giulia Cosentino e Perla Sardella utilizza l’archivio come uno strumento capace di interrogare il passato, riportandone alla luce omissioni, desideri e possibilità rimaste ai margini della memoria ufficiale. Attraverso lettere cariche di ricordi, desideri e rimpianti, Emilia e Caterina ripercorrono gli anni trascorsi in collegio negli anni Cinquanta e provano a fare i conti con una domanda che attraversa l’intera narrazione: hanno vissuto la vita che desideravano davvero oppure soltanto quella che riuscivano a immaginare all’interno delle convenzioni sociali del loro tempo?
Da questa possibilità di un amore mancato prende forma un racconto di straordinaria delicatezza. Le lettere e il voice over costruiscono uno spazio di intimità che permette alle protagoniste di raccontarsi finalmente libere, mentre le immagini d’archivio diventano il luogo in cui la memoria si intreccia all’immaginazione. Le pellicole amatoriali in 8mm diventano materiale vivo, aperto a nuove interpretazioni e a nuovi significati. Home movies, sorrisi, corpi e frammenti di quotidianità acquisiscono nuovi significati quando vengono attraversati dalle parole delle due donne.
La forza del film risiede proprio in questa operazione di riscrittura. Come spiegano le registe, gran parte del cinema amatoriale che ha costruito la memoria privata del Novecento è stata realizzata da uomini, tradizionali detentori del racconto familiare. Le prime volte interviene su quelle immagini attribuendo loro uno sguardo diverso, femminile e queer, rimasto troppo a lungo invisibile. È un gesto politico che modifica il modo in cui osserviamo il passato e le immagini che lo hanno raccontato.
Fulco del lavoro è il rapporto tra ciò che è visibile e ciò che resta segreto. Da una parte le immagini mostrano una normalità fatta di vacanze, passeggiate e momenti condivisi; dall’altra le lettere svelano sentimenti che quelle stesse immagini non potevano dichiarare apertamente. È in questo scarto che nasce la dimensione più emozionante dell’opera. Frasi come «Il tuo corpo per me è l’unico sensato» o «Ho riconosciuto l’amore dal dolore in tutto il corpo» restituiscono con semplicità la profondità di un legame che continua a esistere nonostante il passare del tempo.
Particolarmente riuscito è il finale, in cui le riprese dialogano con le immagini delle manifestazioni e delle lotte per i diritti LGBTQ+. Il racconto si apre così a una dimensione collettiva senza perdere la propria intimità, suggerendo che l’archivio non serve soltanto a ricordare ciò che è stato, ma anche a immaginare ciò che avrebbe potuto essere e ciò che ancora può diventare.
Poetico, sincero e profondamente umano, Le prime volte dimostra come il cinema d’archivio possa trasformarsi in uno spazio di resistenza e di possibilità, capace di restituire voce a storie e desideri che la memoria ufficiale ha troppo spesso lasciato ai margini.
Titolo: Le prime volte
Regia: Giulia Cosentino, Perla Sardella
Anno: 2025
Produzione: Malfé Film, Doxa Producciones
Distribuzione: Lights On
Anteprima mondiale: Visions du Réel
Anteprima italiana: Bellaria Film Festival
Riconoscimenti: Shortlist dei 15 cortometraggi candidati ai David di Donatello 2026
Autrice per “Strade Perdute”: Beatrice Ciccarelli
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Questo film fa parte del programma Dieci corti in giro per il mondo 2026.
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